L'ignoranza e la chetoacidosi grave

16 febbraio 2020        0 commenti

ANCORA UNA VOLTA !!! E' ACCADUTO ANCORA UNA VOLTA... FORTUNATAMENTE QUESTA VOLTA IL FINALE NON È TRAGICO

Arriva dalla Sicilia l'ennesimo caso di esordio non riconosciuto. A questo ragazzino di 14 anni (la foto è reale non di repertorio) non è stato fatto questo semplice, banalissimo controllo al pronto soccorso. Eppure gli elementi erano chiari ed inequivocabili. L'intuito, l'istinto di una madre, la solerzia dei genitori ha fatto evitare il peggio. Il ragazzo regolarmente dimesso dal pronto soccorso con una diagnosi di "stipsi in coprostasi" e una prognosi di 3 gg , continuava ad accusare nausea, inappetenza e debolezza . I genitori sono stati costretti a recarsi a quasi 50 km da casa cambiando pronto soccorso, cittá e anche provincia . "Qui trattiamo le urgenze non è un ambulatorio" questo l'ultimo contatto telefonico con il presidio della città di residenza . Il nostro compito non è quello di giudicare e cercare responsabilità, per questo ci sono gli organi competenti, bisogna peró fare qualcosa, non aspettare la tragedia. Bisogna migliorare le conoscenze e i protocolli nei "Pronto Soccorso". La cosa piú sorprendente infatti è che al ragazzo sono stati effettuati esami strumentali e di laboratorio e udite udite il valore del glucosio era di 335 mg/dl. "Inappetenza, stipisi, debolezza" e in piú disidratazione sarebbero bastate a pensare ad un semplice controllo con un glucometro prima di effettuare esami piu lunghi e complessi. Va detto per chiarezza che il secondo ospedale ha riconosciuto e gestito in modo solerte la chetoacidosi che a quel punto stava diventando grave. Non bisogna aspettare una fine tragica per intervenire su un sistema sanitario che va formato e rivisto per la tutela degli stessi medici.

 
 
 
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