Microinfusori e sensori per bambini e giovani con diabete: "Nessuna polemica con L'Asp di Ragusa ma ecco come stanno le cose"

08 luglio 2021        0 commenti

Sulla mancata erogazione di microinfusori e di sensori per i bambini e giovani con diabete, nuovo intervento di Adg Sicilia. “In riferimento al comunicato stampa n.141 dell’Asp di Ragusa, solo per spirito di chiarezza, senza volere alimentare polemiche, occorrono alcune precisazioni” scrive il presidente Fabio Badalà che aggiunge: “L’Asp nella nota, firmata dall’addetto stampa Gianna Miceli, scrive: “Con delibere n. 1355 e n. 1366 del 17 giugno 2021, già pubblicate nell’albo pretorio il 20 giugno 2021, - quindi precedente al comunicato di Agd Sicilia - è stata già affidata la fornitura triennale”. Tuttavia, è bene chiarirlo, proprio consultando l’albo pretorio le delibere sono state pubblicate solo il 22 giugno (successivamente alla diffida). In ogni caso – dice ancora Badalà – l’argomento ci appassiona poco: non si tratta di una gara da decidere al fotofinish. E’ nostro dovere però rappresentare quanto vissuto dalle famiglie in questi mesi e in questi anni perché è difficile da far comprendere ai non addetti ai lavori ed evidentemente anche ai funzionari dell’Asp cosa accade”.

E Agd Sicilia precisa: “Le richieste sbloccate riguardano prescrizioni, molte delle quali risalenti al novembre 2020. Chi ha il diabete di Tipo1 non può interrompere la cura con insulina e il relativo monitoraggio neanche per un minuto. Allora come hanno fatto le famiglie? Alcune aziende hanno continuato a fornire senza ricevere alcun compenso; spesso queste ultime alla consegna della fornitura trattengono i materiali anticipati al paziente. Alcuni ragazzini hanno dovuto sospendere la terapia con microinfusore tornando alla terapia multi-iniettiva, soluzione inaccettabile. Alcuni genitori hanno comprato i presidi spendendo anche più di 5.000 euro, cifre che per una famiglia normale è difficile affrontare. Quindi l'Asp non sa (o fa finta di non sapere), che quanto deliberato riguarda pazienti che sono in attesa di ricevere l'erogazione delle forniture di sensori e microinfusori da quasi un anno. Le delibere, di fatto, rappresentano, numeri alla mano, la più grande prova del torto subito da piccoli e grandi pazienti con diabete 1 della provincia di Ragusa. Basti pensare che già a gennaio vi è stata la prima denuncia di Agd Sicilia, sfortunatamente, inascoltata”. “Prendiamo atto che – dice ancora Badalà – come spesso accade, solo quando si accendono i riflettori inizia un percorso per la soluzione. A dire il vero, il problema non si registra solo in provincia di Ragusa, ma qui ha assunto delle caratteristiche uniche. Continuo ad avere fiducia nel manager Angelo Aliquò: l’impostazione del piano triennale basato sul service e non sull’acquisto è un’ottima scelta. Speriamo di incontrarlo al più presto: siamo sicuri che sarà sorpreso nel conoscere alcuni dettagli. È necessario che i riflettori si puntino su alcune domande, ad oggi, senza risposta: quanti sono i pazienti con diabete di Tipo1 nel territorio di Ragusa? Perché le persone con diabete di Tipo1 a Ragusa devono curarsi fuori provincia? Che fine ha fatto il centro satellite di Diabetologia pediatrica istituito con decreto del 2013? Ecco, questi alcuni degli interrogativi che meriterebbero risposte”.

 
 
 
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